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venerdì 9 settembre 2011

Post di Fiorenzo Sartore (La Botte Piena di Genova e blogger di Intravino)


Da : diario enotecario


Entusiasmo da bollicina



Credo di aver detto un milione di volte che amo le effervescenze, cioè le bollicine di CO2 disciolte in vari modi nel vino: dalla charmatizzazione veloce di alcuni Prosecco, fino alla lenta presa di spuma dei metodo classico, passando per le declinazioni possibili di Lambrusco. Forse bere l'effervescenza aumenta il sereno distacco dalle cose, non saprei dire meglio, ed è questa l'essenza del disimpegno, un termine che si associa volentieri a questi vini. Il disimpegno non vuol dire "non pensare" (non stabilmente perlomeno), se non altro perché il nostro tempo è un pensare costante; quindi il disimpegno inteso come "non-pensiero" è tutto sommato breve, dura il momento di qualche sorso. Be', insomma, c'è bisogno di quel "non-pensiero". Ecco, forse, cosa mi piace delle bollicine.

Tuttavia l'enofilo che è in me esce fuori a tratti, e mi ricorda che c'è disimpegno e disimpegno: quindi coltivo qualche attenzione ad evitare la banalità. Si può essere effervescenti, disimpegnati e non banali? Be', sì. Tutta questa premessa serve a dire che con la vendemmia 2010 il Pignoletto frizzante di San Vito s'è superato. Entusiasmo.
E quindi lo tengo in degustazione gratuita, a bottega, in questi giorni e per tutta la settimana prossima. Del resto, fa ancora caldo, no?
// posted by Fiorenzo @ 6:28 PM

giovedì, settembre 08, 2011

domenica 6 febbraio 2011

Un cliente da menzione speciale...La Lumira di Castelfranco Emilia (MO)


Questa sopra è la memorabile introduzione della lista dei vini di questo storico ristorante presente fin dagli anni sessanta sulla via Emilia a metà strada tra Bologna e Modena.
Lasciando da parte i toni accesi presenti ad inizio novembre sulla carta stampata locale, per chi volesse rinfrescarsi la memoria della polemica sopracitata è rimasta traccia del confronto civile tra il sottoscritto, Giorgio Melandri e Daniele Cernilli (rispettivamente responsabile ER e ora ex-direttore Gambero Rosso) su Intravino. Continuo a credere che il Gambero e la relativa polemica non ci abbiano aiutato affatto, ma fa piacere vedere che magari abbiano risvegliato l'orgoglio dei nostri ristoratori per i propri prodotti. Spero che anche i ristoratori bolognesi, notoriamente esterofili come i miei concittadini, inizino ad accorgersi di realtà presenti nei propri colli spesso più facilmente apprezzate a Milano, Roma o NY piuttosto che a casa propria.
Al di là dell'introduzione, questa carta dei vini è l'esempio di come se ne possa fare una ottima senza dover avere migliaia di etichette. Ne bastano un centinaio scelte con grande cura e fuori dagli schemi. Marco in sala vi aiuterà a scegliere la bottiglia giusta per i piatti scelti da un menù molto legato alla tradizione con presentazioni e cotture spesso rivisitate. Davvero complimenti! Piatto da consigliare dalla cucina di Carlo Alberto: Cotoletta rifatta con "l'arvàia" (piselli per chi non conoscesse il bolognese ndr)