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giovedì 22 settembre 2011

Editoriale del Gambero Rosso per l'Emilia Romagna

A quanto pare al Gambero sono stati di parola, riscattando i Colli Bolognesi nell'editoriale dell'Emilia Romagna. Eccolo:






"L’Emilia-Romagna ha fatto della diversità dei suoi territori un valore, ribaltando una situazione che fino a ieri era vissuta come un limite. Merito delle varie zone produttive che hanno investito sulle espressioni più classiche e radicate dei loro territori esprimendo negli anni delle identità sempre più leggibili. Mancava all’appello un ultimo territorio, i colli bolognesi, e con questa edizione della guida il vuoto viene colmato. Tre bicchieri ad un pignoletto, finalmente. Il merito va ad un giovane produttore, Federico Orsi, che ha creduto nella sua terra ed ha rischiato con un progetto innovativo, uno staff giovane e molto ottimismo. Manca un altro passaggio all’Emilia-Romagna perché si possa parlare di successo a tutti gli effetti ed è il pieno coinvolgimento delle realtà cooperative nelle produzioni di qualità. 

La buona notizia è che in questo senso qualcosa si sta muovendo e infatti sono ben quattro le cantine cooperative che debuttano in guida con la scheda grande: Cantine Riunite, Cantina di Santa Croce, Cantina di Sorbara, Cevico. Il merito di queste realtà è avere lavorato sulla qualità cercando di dare una risposta  prima di tutto ai soci. Senza il loro coinvolgimento non può esserci successo per una regione che ha nella cooperazione una spina dorsale fondamentale. Le cantine sociali, in un momento critico dell’agricoltura, devono ritrovare il ruolo di guida che hanno avuto in passato e dare delle risposte  agli agricoltori con una visione che guarda in prospettiva. 

Venendo al racconto dei diversi territori segnaliamo alcune importanti novità.  Sui colli piacentini la notizia arriva dal successo della malvasia, un vitigno che è arrivato in finale con ben tre vini conquistando un tre bicchieri con il passito Vigna del Volta ’08 de La Stoppa. È il vitigno sul quale in questi anni si è lavorato tanto con progetti che spaziano dalla macerazione sulle bucce (Ageno de La Stoppa, Dinavolo di Denavolo) a vini dolci molto eleganti (Le Rane di Luretta).  Storico risultato per il lambrusco che con 3 tre bicchieri ottiene una visibilità senza precedenti. Il protagonista di questa stagione è sicuramente il sorbara, tagliente ed elegante, il più difficile e straordinario tra tutti i lambruschi. Sui colli bolognesi arrivano i tre bicchieri al pignoletto, un risultato che rilancia un vitigno e legittima le ambizioni di tutti i produttori. L’altro piccolo successo è quello di una barbera in finale: sono probabilmente i due vitigni che possono trascinare questa zona lontano. 

In Romagna, nonostante una annata 2008 difficile per le riserve, ci sono 8 tre bicchieri al sangiovese (9 se si considera il Valturio che viene prodotto nel Montefeltro, un territorio per metà marchigiano attraversato da un confine molto discusso). È il successo di uno stile austero e tradizionale molto tipico nelle note varietali più pure che sta trovando in questi anni degli interpreti sensibili e rigorosi. Per finire un tre bicchieri all’albana passita ‘08 di Leone Conti, il pioniere di questo vitigno, un produttore che ci ha creduto quando non ci credeva nessuno. Questo è un premio al suo vino, ma anche il riconoscimento di un lavoro prezioso.

Questi i vini che hanno ottenuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il 2012:
  • Albana di Romagna Passito Nontiscordardime 2007 - Leone Conti
  • Colli della Romagna Centrale Sangiovese Pertinello 2008 - Tenuta Pertinello
  • Colli Bolognesi Pignoletto Classico Vigna del Grotto 2009 - Orsi
  • Lambrusco di Sorbara Leclisse 2010 - Paltrinieri
  • Lambrusco di Sorbara Vecchia Modena Premium 2010 - Cleto Chiarli
  • Reggiano Concerto 2010 - Ermete Medici
  • Sangiovese di Romagna Sup. Primo Segno 2009 - Villa Venti
  • Sangiovese di Romagna Redinoce Ris. 2008 - Balia di Zola
  • Sangiovese di Romagna Sup. Pietramora Ris. 2008 - Fattoria Zerbina
  • Sangiovese di Romagna Sup. Pruno Ris. 2008 - Drei Donà
  • Sangiovese di Romagna Sup. Il Moro Ris. 2008 - Villa Trentola
  • Sangiovese di Romagna Sup. Petrignone Ris. 2008 - Tre Monti
  • Sangiovese di Romagna Vigna del Generale Ris. 2008 - Casetto dei Mandorli
  • Vigna del Volta 2008 - La Stoppa
  • Sangiovese di Romagna Sup. Avi Ris. 2008 - San Patrignano"

    sabato 27 agosto 2011

    Grappa di Pignoletto riserva su Spirito di Vino

    Primo commento a cura di Marco Tonelli sulla nuova grappa di Pignoletto riserva.

    Prodotta dalla distilleria Gualco di Silvano d'Orba (Al) con le nostre vinacce di Pignoletto dell'annata 2007, ha poi riposato quasi due anni in barrique per poi essere imbottigliata senza nessuna filtrazione (prima volta per coloro che sono riconosciuti tra i migliori maestri distillatori italiani) in sole 298 bottiglie numerate.

    Ringrazio Marco per l'articolo e Giorgio e Alessandro Soldatini per l'eccellente lavoro di distillazione e affinamento.



    giovedì 10 marzo 2011

    Boom del Pignoletto


    Un plauso al nostro presidente del Consorzio Vini, Francesco Cavazza Isolani.

    Finalmente qualcuno si accorge del Pignoletto, ed in particolare di quello vero... quello dei Colli Bolognesi.





    "...Nel suo DNA ci sono tracce dell'antica Grecia. Ma il successo del Pignoletto, il “re dei Colli bolognesi” è da ricercare non tanto nella particolarità di questo vitigno autoctono emiliano quanto nel suo essere un vino fresco, corposo, profumato che incontra, soprattutto nella versione frizzante, i gusti anche dei più giovani e si propone come valida - e abbordabile - alternativa ai prosecchi. “I nostri dati confermano appieno l’exploit 2010”, dichiara Francesco Cavazza Isolani, presidente del Consorzio di tutela vini Colli bolognesi, una quarantina di produttori imbottigliatori,1,3 milioni di bottiglie di Pignoletto Doc vendute l’anno scorso, per l’80% nella versione frizzante. “Come Consorzio abbiamo circa 800 ettari impiantati a Pignoletto con un aumento di superfici del 20% negli ultimi due anni. Per noi l’incremento percentuale di vendite nella Gdo - aggiunge il presidente - è stato anche del 50% nel 2010, considerando che fino a due anni fa erano solo un paio le nostre aziende presenti sugli scaffali commerciali e oggi sono una quindicina”. Che sia il vino bianco tipico su cui Bologna e dintorni (oltre ai Colli bolognesi ci sono la Doc del Reno, quella di Modena, l’Igt Emilia) stanno investendo di più lo testimonia il fatto che già un anno fa non si trovavano più in circolazione barbatelle, ossia le piantine, di questo vitigno. E al Vinitaly - assicura il consorzio dei Colli bolognesi - la nuova Docg, riconosciuta un paio di mesi fa, del Pignoletto classico fermo farà parlare di sé. Così come la Doc di Modena, su cui sta puntando il colosso Coltiva (Gruppo italiano vini), 1.700 ettari di vigneti e 1.200 soci, leader nazionale nel Pignoletto con un milione di bottiglie di Reno Doc (frizzante) prodotte e altre 200mila di spumante. “È un vino che cresce a due cifre perché si sposa con le nuove logiche di consumo del bere facile, delle bollicine adatte a tutte le occasioni”, commenta Lucio Gilli, responsabile marketing Coltiva...."

    Autore: Ilaria Vesentini