Questo sarebbe stato il titolo che avrei preferito. Comunque credo che Lorenzo Frassoldati abbia reso abbastanza l'idea della nostra sorpresa per un premio quantomai inatteso.
Dopo le polemiche delle ultime due edizioni dove la Guida si è "accanita", in maniera unica rispetto al taglio editoriale nazionale, contro una sola piccola zona, i Colli Bolognesi, avevamo deciso di non partecipare più all'invio volontario dei campioni come forma di protesta. Salvo qualche eccezione i produttori dei Colli hanno aderito in blocco tanto che la redazione del Gambero si è sentita costretta a dover acquistare i campioni.
Spero che tale premio aiuti a ridare lustro alla nostra zona e possa ricadere anche su tutti i colleghi che da ben più anni fanno il mio medesimo lavoro con altrettanta passione. E' stata mia cura avvertirli prima che lo imparassero dai giornali con una lettera ribadendo la mia estraneità al reperimento dei campioni da parte della casa editrice. Spero un giorno di poter contare quanti Pignoletti dei Colli Bolognesi abbiano vinto in un anno l'ambito premio.
Il curatore Giorgio Melandri, al momento della comunicazione della vincita, mi ha garantito che al di là del premio alla San Vito nell'editoriale regionale c'era un riscatto netto della nostra zona. Spero sia stato di parola.
Tornando invece alla prestazione aziendale, da quanto riferito dal curatore regionale, la redazione del Gambero avrebbe acquistato campioni per:
Classico Pignoletto Vigna del Grotto 2009 (primo tre bicchieri per un Pignoletto)
Barbera Pro.vino 2009 (pare sia andato in finale per i tre bicchieri)
Pignoletto Superiore Monte Rodano 2009 (non ha risultati al riguardo)
Blog di discussione sul vino in generale tra vignaiolo e consumatore, appassionato o professionista del settore, con focus sulla viticoltura biodinamica, sui vini biodinamici e naturali, sui vini dei Colli Bolognesi, in particolare il Pignoletto, e di qualsiasi altro tema d'interesse dei nostri visitatori.
martedì 20 settembre 2011
martedì 13 settembre 2011
Eros Buratti, custode dei formaggi di alta quota
Oramai a pochi giorni da Cheese 2011, dove saremo presenti con il nostro Pignoletto Frizzante Sui Lieviti in abbinamento al Sigaro Toscano, vi riporto un bel post sul nostro cliente Eros Buratti, anche lui presente a Bra, uscito nei giorni scorsi su Cronache di Gusto:
Pasta candida e morbida, sapore pieno di burro fresco e aroma di rare erbe spontanee delle Alpi: è la carta d’identità dei formaggi d’alpeggio degli ultimi pascoli d’Italia, tra i grandi laghi della Val d’Ossola, a ridosso delle Alpi svizzere.
L’azienda “La Casera” di Verbania con annessa cantina di stagionatura è conosciuta come un baluardo nella salvaguardia dei formaggi d’alpeggio, pur proponendo una vastissima selezione di pregiati formaggi nazionali ed internazionali .“La passione per il lavoro di affinatore – racconta il titolare Eros Buratti (nella foto in alto con un bleu al vin santo) – mi è stata trasmessa da mio padre. Da lui ho imparato che dietro ad un formaggio di alpeggio c’è una storia fatta di famiglie, mani, animali e tanta fatica e devozione”.
Le perle casearie del Lago Maggiore sono formaggi antichi e dai nomi legati alle tradizioni e alle zone di produzione territoriali: Bettelmat, Grasso d’Alpe Monscera, Toma della Val Formazza e Toma dell’Alpe Veglia.
Le perle casearie del Lago Maggiore sono formaggi antichi e dai nomi legati alle tradizioni e alle zone di produzione territoriali: Bettelmat, Grasso d’Alpe Monscera, Toma della Val Formazza e Toma dell’Alpe Veglia.
Selezione di formaggi de La Casera
“Il Bettelmatt – spiega Eros – è un formaggio della tradizione recuperato, prodotto solo in sette alpeggi della Valle Antigorio-Formazza, nella zona più a nord dell’Ossola, ad un’altitudine che varia dai mille e 800 ai duemila e 400 metri. Il primo a comprendere il valore di questo formaggio è stato Edoardo Raspelli durante uno dei suoi viaggi alla scoperta del nostro territorio. Da allora produttori ed allevatori sono stati sensibilizzati per la sua tutela e grazie al sostegno della Regione Piemonte e alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità si è riusciti a salvarlo dall’estinzione”. Il nome sembra derivare dall’uso che se ne faceva durante la colonizzazione walser, nel XIII secolo, come merce di scambio o per il pagamento dei canoni d’affitto degli alpeggi da cui l’unione dei termini “battel” ossia questua e “matt” che significa pascolo. La pasta compatta di color oro sprigiona aromi di essenze alpine, aromatiche e balsamiche, tra cui spicca quella caratteristica del territorio dell’erba mottolina, e una grande intensità di gusto.
Eros Buratti con due diverse stagionature di bettelmatt
“La qualità delle tome di alpeggio – continua Eros - si deve anche alla lavorazione del latte vaccino da vacche di razza bruna intero e crudo, che a sua volta prevede molte attenzioni da parte dei malgari. A settembre ritiriamo i formaggi dalle montagne ossolane e, dopo averli selezionati, iniziamo la stagionatura in cantina su assi di legno di abete. I primi tre mesi di affinamento – riprende Eros – sono quelli più importanti, in cui bisogna curare le forme per evitare infiltrazioni. Poi la stagionatura può prolungarsi anche fino a tre anni, ma già da un anno in poi è possibile degustare i formaggi di alpeggio in verticali con stagionature di diverse annate”.
Una forma di Alpe Monscera
I sapori floreali e la consistenza molle e burrosa lasciano infatti spazio, già dopo dodici mesi, ad una pasta corposa e ad un perfetto equilibrio di fragranze e complessità di note aromatiche. In attesa di gustare la prossima selezione di formaggi d’alpeggio chiediamo ad Eros con quale novità stupirà il pubblico internazionale dell’imminente evento braidese, Cheese, manifestazione cui prende parte sin dalla prima edizione. “Grazie alla collaborazione di Giorgio Rivetti dell’azienda “La Spinetta” abbiamo perfezionato un bleu affinato al vin santo. Il formaggio è un prodotto del basso novarese stagionato per ottanta giorni e, dopo essere affinato in bidoni di acciaio da duecento litri con vin santo, lasciato asciugare per una settimana prima di essere consumato”. Da segnalare agli estimatori anche le robiole di capra stagionate in foglie di cavolo, in vinacce di barolo o al miele, l’holzhofer svizzero a latte crudo e il burro di pura panna fresca pastorizzata.
Daniela Corso
venerdì 9 settembre 2011
Post di Fiorenzo Sartore (La Botte Piena di Genova e blogger di Intravino)
Da : diario enotecario
Entusiasmo da bollicina
Credo di aver detto un milione di volte che amo le effervescenze, cioè le bollicine di CO2 disciolte in vari modi nel vino: dalla charmatizzazione veloce di alcuni Prosecco, fino alla lenta presa di spuma dei metodo classico, passando per le declinazioni possibili di Lambrusco. Forse bere l'effervescenza aumenta il sereno distacco dalle cose, non saprei dire meglio, ed è questa l'essenza del disimpegno, un termine che si associa volentieri a questi vini. Il disimpegno non vuol dire "non pensare" (non stabilmente perlomeno), se non altro perché il nostro tempo è un pensare costante; quindi il disimpegno inteso come "non-pensiero" è tutto sommato breve, dura il momento di qualche sorso. Be', insomma, c'è bisogno di quel "non-pensiero". Ecco, forse, cosa mi piace delle bollicine.
// posted by Fiorenzo @ 6:28 PMTuttavia l'enofilo che è in me esce fuori a tratti, e mi ricorda che c'è disimpegno e disimpegno: quindi coltivo qualche attenzione ad evitare la banalità. Si può essere effervescenti, disimpegnati e non banali? Be', sì. Tutta questa premessa serve a dire che con la vendemmia 2010 il Pignoletto frizzante di San Vito s'è superato. Entusiasmo.
E quindi lo tengo in degustazione gratuita, a bottega, in questi giorni e per tutta la settimana prossima. Del resto, fa ancora caldo, no?
giovedì, settembre 08, 2011
sabato 27 agosto 2011
Chef...al Massimo e prossimi appuntamenti
Domenica 4 settembre p.v. saremo a Monzuno (Bo) per la bellissima manifestazione a ricordo dell'amico Massimo Zivieri (vedi newsletter del Febbraio 2009).
A Chef...al Massimo interverranno grandissimi chefs e alcune diverse enogastronomiche. Noi saremo presenti con il nostro BioFiasco rosso quale degno compagno delle preparazioni carnivore di tanti amici della San Vito: Aurora Mazzuchelli, Alberto Bettini, Alberto Faccani, Gianluca Esposito, Cristiano Iacobelli, Massimiliano Poggi, Mauro Lorenzon e tanti altri. Grazie ad Aldo e a tutta la sua famiglia per l'opportunità di partecipare.
Purtroppo questa terza edizione le iscrizioni si sono fermate a inizio Agosto a quota 1.500. Per coloro che non si sono iscritti vi elenco i nostri "prossimi appuntamenti":
Domenica 11 Settembre - ore 11, Convegno "Vini Naturali, Biologici e Biodinamici: ieri, oggi e domani" al SANA a cura dell'AIES. Interverranno oltre al sottoscritto, Sofia Pepe, Elena Pantaleoni, Benjamin Zidarich, Stanislao Radikon, Giampiero Bea, Leonello Anello e Fabio Giavedoni.
Venerdì 16 - 19 Settembre - Cheese a Bra. Il nostro nuovo Pignoletto Frizzante Sui Lieviti in abbinamento con il Sigaro Toscano
Domenica 18 Settembre - ore 10 -19, Edizione straordinaria del Mercato della Terra in Piazza Maggiore con laboratorio per i bambini per pigiare con i piedi l'uva e ottenere il mosto
Venerdì 30 Settembre - 02 Ottobre - Mostra Assaggio dei vini dei Colli Bolognesi in Corte Isolani. Gran finale domenica in Sala Borsa assieme a Alessandra Spisni per la premiazione dello "Sfoglino d'Oro" e presentazione della nuova DOCG del Pignoletto Classico e della nuova tipologia Rosso Bologna.
Domenica 9 Ottobre - Open day Stella Orobica in Valtellina. Invitati dall'amico Giuliano, grande casaro d'alpeggio, assieme a vari amici che presenteranno le loro eccellenze gastronomiche.
Lunedì 17 - 20 Ottobre - Autochtona a Bolzano. Siamo presenti nello stand del Consorzio Vini Colli Bolognesi con la nostra Vigna del Grotto
Venerdì 5 Novembre - Bio & Dynamica a Merano
Sabato 6 - 8 Novembre - Merano Wine Festival
Lunedì 14 - 15 Novembre - Natural European Wine a Zurigo
Venerdì 19 - 21 - Semplicemente Uva a Milano
A Chef...al Massimo interverranno grandissimi chefs e alcune diverse enogastronomiche. Noi saremo presenti con il nostro BioFiasco rosso quale degno compagno delle preparazioni carnivore di tanti amici della San Vito: Aurora Mazzuchelli, Alberto Bettini, Alberto Faccani, Gianluca Esposito, Cristiano Iacobelli, Massimiliano Poggi, Mauro Lorenzon e tanti altri. Grazie ad Aldo e a tutta la sua famiglia per l'opportunità di partecipare.
Purtroppo questa terza edizione le iscrizioni si sono fermate a inizio Agosto a quota 1.500. Per coloro che non si sono iscritti vi elenco i nostri "prossimi appuntamenti":
Domenica 11 Settembre - ore 11, Convegno "Vini Naturali, Biologici e Biodinamici: ieri, oggi e domani" al SANA a cura dell'AIES. Interverranno oltre al sottoscritto, Sofia Pepe, Elena Pantaleoni, Benjamin Zidarich, Stanislao Radikon, Giampiero Bea, Leonello Anello e Fabio Giavedoni.
Venerdì 16 - 19 Settembre - Cheese a Bra. Il nostro nuovo Pignoletto Frizzante Sui Lieviti in abbinamento con il Sigaro Toscano
Domenica 18 Settembre - ore 10 -19, Edizione straordinaria del Mercato della Terra in Piazza Maggiore con laboratorio per i bambini per pigiare con i piedi l'uva e ottenere il mosto
Venerdì 30 Settembre - 02 Ottobre - Mostra Assaggio dei vini dei Colli Bolognesi in Corte Isolani. Gran finale domenica in Sala Borsa assieme a Alessandra Spisni per la premiazione dello "Sfoglino d'Oro" e presentazione della nuova DOCG del Pignoletto Classico e della nuova tipologia Rosso Bologna.
Domenica 9 Ottobre - Open day Stella Orobica in Valtellina. Invitati dall'amico Giuliano, grande casaro d'alpeggio, assieme a vari amici che presenteranno le loro eccellenze gastronomiche.
Lunedì 17 - 20 Ottobre - Autochtona a Bolzano. Siamo presenti nello stand del Consorzio Vini Colli Bolognesi con la nostra Vigna del Grotto
Venerdì 5 Novembre - Bio & Dynamica a Merano
Sabato 6 - 8 Novembre - Merano Wine Festival
Lunedì 14 - 15 Novembre - Natural European Wine a Zurigo
Venerdì 19 - 21 - Semplicemente Uva a Milano
Grappa di Pignoletto riserva su Spirito di Vino
Primo commento a cura di Marco Tonelli sulla nuova grappa di Pignoletto riserva.
Prodotta dalla distilleria Gualco di Silvano d'Orba (Al) con le nostre vinacce di Pignoletto dell'annata 2007, ha poi riposato quasi due anni in barrique per poi essere imbottigliata senza nessuna filtrazione (prima volta per coloro che sono riconosciuti tra i migliori maestri distillatori italiani) in sole 298 bottiglie numerate.
Ringrazio Marco per l'articolo e Giorgio e Alessandro Soldatini per l'eccellente lavoro di distillazione e affinamento.
Prodotta dalla distilleria Gualco di Silvano d'Orba (Al) con le nostre vinacce di Pignoletto dell'annata 2007, ha poi riposato quasi due anni in barrique per poi essere imbottigliata senza nessuna filtrazione (prima volta per coloro che sono riconosciuti tra i migliori maestri distillatori italiani) in sole 298 bottiglie numerate.
Ringrazio Marco per l'articolo e Giorgio e Alessandro Soldatini per l'eccellente lavoro di distillazione e affinamento.
lunedì 15 agosto 2011
Giocco di Ferragosto - Occhio al Tarocco! Aguzzate la vista
Vi presento la nuova etichetta del nostro Pignoletto Frizzante:
L'uccellino ricorda qualcosa... i colori poi... addirittura il carattere utilizzato è famigliare...
| a confronto con a destra il nostro Pignoletto Frizzante Monte Rodano e a sinistra con il nostro Pignoletto Spumante San Vito Brut |
Penserete che possa capitare visto che le nostre etichette possono essere sconosciute ai più; poi si legge Pignoletto ed in seconda battuta "Corte d'Aibo", azienda biologica che dista ca. 3 km in linea d'area da noi.
Quindi, non si può certo pensare che queste nostre etichette a loro fossero sconosciute, anche perché siamo entrambe tra le poche sui colli Bolognesi a praticare la Viticoltura Biologica. Con Antonio e Mario ci conosciamo bene, tanto che la particolare somiglianza è già stata fatta a loro notare dal sottoscritto ed è diventato motivo di "sfottò" generalizzato nelle nostre colline.
Se non altro, cerco di prenderla come un complimento da parte di una azienda che ammiro per la strada intrapresa molto prima che noi ci cimentassimo vignaioli... Forse iniziamo a diventare "bravini" se iniziano a copiarci?!
Loro sostengono che sia stata una distrazione. Forse il quasi-plagio si può attribuire allo studio grafico che sicuramente avrà avuto a mente una delle nostre etichette. Con la scusa che a fine anno tutti avremmo una nuova bottiglia dedicata al Pignoletto Frizzante dei Colli Bolognesi spero sarà l'occasione per riparare alla svista!!
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| somiglianza grafica anche con il nostro Pignoletto Frizzante - linea classica |
Quindi, non si può certo pensare che queste nostre etichette a loro fossero sconosciute, anche perché siamo entrambe tra le poche sui colli Bolognesi a praticare la Viticoltura Biologica. Con Antonio e Mario ci conosciamo bene, tanto che la particolare somiglianza è già stata fatta a loro notare dal sottoscritto ed è diventato motivo di "sfottò" generalizzato nelle nostre colline.
Se non altro, cerco di prenderla come un complimento da parte di una azienda che ammiro per la strada intrapresa molto prima che noi ci cimentassimo vignaioli... Forse iniziamo a diventare "bravini" se iniziano a copiarci?!
Loro sostengono che sia stata una distrazione. Forse il quasi-plagio si può attribuire allo studio grafico che sicuramente avrà avuto a mente una delle nostre etichette. Con la scusa che a fine anno tutti avremmo una nuova bottiglia dedicata al Pignoletto Frizzante dei Colli Bolognesi spero sarà l'occasione per riparare alla svista!!
venerdì 12 agosto 2011
12 Agosto, ore 6:00 - inizia la vendemmia 2011 al Vigneto San Vito
Stamattina abbiamo iniziato la vendemmia 2011. Alle 6:00 in punto ci siamo ritrovati in 14 per iniziare la raccolta del Sauvignon. Speravamo di riuscire a partire subito dopo Ferragosto ma la stagione favorevole ci ha costretti ad anticipare.
I primi parametri sembrano eccellenti. Quantità buona (ca. 80 q.li/ha.) e una acidità (nostro tallone d'Achille come tutte le zone particolarmente calde) strepitosa (PH 3,03 e acidità sopra gli 8g/lt). Le piante quest'anno sembrano molto più equilibrate... speriamo bene!!
Domani mattina si replica per finire il Sauvignon, e poi la prossima settimana quando la squadra sarà finalmente completa con i suoi 21 componenti inizieremo quel poco di Chardonnay e Riesling, per poi attendere il ben più impegnativo (in termini quantitativi) Pignoletto.
martedì 2 agosto 2011
Costi dell'Agricoltura Biodinamica
3° Convegno sulla Biodinamica a Cerreto Guidi (Fi) - Paradigmi Scientifici a Confronto - 9 luglio 2011
Impropriamente invitato tra luminari universitari a partecipare a questo importante appuntamento annuale sulla Biodinamica, del mio intervento sotto riporto la mia piccola presentazione dell'analisi dei costi di un vigneto biodinamico a cui aggiungo la seguente premessa fatta a voce durante il convegno:
"Questo è solo un caso aziendale e non un assioma dove la Biodinamica deve costare per forza di più. Non vuole essere uno strumento per dissuadere i miei colleghi a prendere la stessa strada, ma anzi, una traccia e un metodo per aiutare altre aziende a fare lo stesso salto con condizione di causa. Per questo motivo questo lavoro può essere liberamente condiviso e sono solo contento che possa arrivare a quanti più colleghi possibili con la speranza di stimolarli a fare lo stesso passo."
Sotto sono riportate alcune note dette a voce.
A disposizione per ulteriori approfondimenti.
Approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno propiziato la mia partecipazione al convegno.
Slide 2
Non sono stati considerati i costi di macchinari in quanto anche i recentissimi acquisti non possono essere legati esclusivamente alla Viticoltura Biodinamica
Costi di consulenze e certificazioni non sono state considerati in quanto in primis non strettamente necessari e comunque molto variabili dipendendo dal professionista/ente. In contraltare anche gli incentivi del PSR per le conduzioni biologiche non sono state prese in considerazioni viste le varie peculiarità dei regolamenti regionali in materia.
La lotta ala flavescenza anch'essa ha una forte variabilità in funzione dei regolamenti regionali ed in particolare se in zona focolaio.
Slide 5
Annata 2008-09 1,3 ha. di vigneto di un nostro vicino preso in gestione e quindi in conversione Biodinamica per il primo anno
Annata 2009-10 ulteriore 1,3 ha. di vigneto del medesimo vicino preso in gestione e quindi in conversione Biodinamica per il primo anno
Impropriamente invitato tra luminari universitari a partecipare a questo importante appuntamento annuale sulla Biodinamica, del mio intervento sotto riporto la mia piccola presentazione dell'analisi dei costi di un vigneto biodinamico a cui aggiungo la seguente premessa fatta a voce durante il convegno:
"Questo è solo un caso aziendale e non un assioma dove la Biodinamica deve costare per forza di più. Non vuole essere uno strumento per dissuadere i miei colleghi a prendere la stessa strada, ma anzi, una traccia e un metodo per aiutare altre aziende a fare lo stesso salto con condizione di causa. Per questo motivo questo lavoro può essere liberamente condiviso e sono solo contento che possa arrivare a quanti più colleghi possibili con la speranza di stimolarli a fare lo stesso passo."
Sotto sono riportate alcune note dette a voce.
A disposizione per ulteriori approfondimenti.
Approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno propiziato la mia partecipazione al convegno.
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Non sono stati considerati i costi di macchinari in quanto anche i recentissimi acquisti non possono essere legati esclusivamente alla Viticoltura Biodinamica
Costi di consulenze e certificazioni non sono state considerati in quanto in primis non strettamente necessari e comunque molto variabili dipendendo dal professionista/ente. In contraltare anche gli incentivi del PSR per le conduzioni biologiche non sono state prese in considerazioni viste le varie peculiarità dei regolamenti regionali in materia.
La lotta ala flavescenza anch'essa ha una forte variabilità in funzione dei regolamenti regionali ed in particolare se in zona focolaio.
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Annata 2008-09 1,3 ha. di vigneto di un nostro vicino preso in gestione e quindi in conversione Biodinamica per il primo anno
Annata 2009-10 ulteriore 1,3 ha. di vigneto del medesimo vicino preso in gestione e quindi in conversione Biodinamica per il primo anno
sabato 18 giugno 2011
Racconto di Vico 2011
Ora finalmente di ritorno a casa vi racconto brevemente l'esperienza Vico di quest'anno.
In primis, debbo ringraziare Paolo Parisi, per avermi introdotto lo scorso anno in questo mondo del gotha gastronomico. Molti degli chef li conoscevo già come cliente o come Confratello delle Franche Forchette, ma certo a Vico si respira un'aria diversa.
Domenica 5 giugno.
Arrivo a Vico all'oramai headquarter dei Parisi boys, ossia l'Oasis... una sorta di affittacamere sopra all'autogril più famoso della costiera, dove servono i Saltimbocca invece dei Camogli dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Accreditamento alla pizzeria 'O Saracino dello suocero di Gennaro. Saluti a vari amici, lotta per un pezzo di pizza, spiaggia, racconto gastronomico di Fiorella Mannoia, rigatoni al ragù con mousse di carota di Alessandro Borghese e fantastica Genovese di tonno di Pasquale Torrente. Bollicine fino a tarda notte (oltre le 3) con vari amici, in primis il grande Gianni d'Amato (Rigoletto).
Sabato 6 giugno.
Inizio ore 9. Scarico forno di Paolo al Bikini (bellissimo stabilimento balneare dove si tiene la serata degli chefs emergenti) . Accensione. Spesa dal fruttivendolo di Gennaro in paese. Inizio preparazione hambuguer di Lorenzo Cogo (giovane chef vicentino che ha viaggiato tutto il mondo - The Fat Duck, Noma, Etxebarri - e da un mese con locale a Marano Vicentino - El Coq). Pausa light lunch. Preparazione verdure. Riordino verdure... la prova delle fave è venuta fenomenale. Corsa a prendere Axel stazione circumvesuviana. Ritiro vino dall'Axidie... solo il tempo di cambiarsi e inizio delle danze. Dopo un primo giro di verdure... hamburgherini a nastro!!!
La postazione di Paolo è sempre un sucesso di pubblico e di amici. Tra gli aficionados Moreno Cedroni, Mauro Uliassi, Gianni d'Amato, i Mazzuchelli, che si mangiano una "valanga" dei mini hamburgherini di Lorenzo. Il tutto con sottobanco il BioFiasco di contrabbando visto che gli sponsor ufficiali Ca del Bosco e Grotta del Sole pagano profumatamente per l'esclusiva.
Alla fine chiudiamo in bellezza con Spalla di maialino, Coscia di Capra e Cuore di Manzo della Bottega Liberati sempre nel forno di Paolo. A quel punto si tira fuori il vino e si accendono i sigari. Ci si diverte con la musica e con Gionata Rossi (Ossi di Seppia) che sfoggia la nostra nuova polo e grida per Vico "Io bevo solo San Vito" fino a tarda ora. Alle 3.30 quando siamo a letto si sentono ancora la gente giù al Bikini che balla...
Martedì 7 giugno.
Sveglia comoda alle 10,00. Smontaggio forno. Rottura guida di uno dei suoi cassetti. Ricerca modo per aggiustarlo... trovato trapano per operazione chirurgica nel retro della Torre del Saracino... grazie al sig. Ciro.
A questo punto ci prendiamo una pausa ed andiamo a trovare il mitico Pasquale Torrente del quale avevo sentito tanto parlare. Ristorante Al Convento a Cetara (SA). Terrazza/piazza piacevolissima e cucina dove trionfa la materia prima:
Antipasto misto: acciughe (ottime quelle fritte con la provola) e tonno in vari modi
Parmigiana di melanzane e acciughe
Spaghetti con colatura di pesce
Ventresca leggermente scottata
In primis, debbo ringraziare Paolo Parisi, per avermi introdotto lo scorso anno in questo mondo del gotha gastronomico. Molti degli chef li conoscevo già come cliente o come Confratello delle Franche Forchette, ma certo a Vico si respira un'aria diversa.
Domenica 5 giugno.
Arrivo a Vico all'oramai headquarter dei Parisi boys, ossia l'Oasis... una sorta di affittacamere sopra all'autogril più famoso della costiera, dove servono i Saltimbocca invece dei Camogli dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Accreditamento alla pizzeria 'O Saracino dello suocero di Gennaro. Saluti a vari amici, lotta per un pezzo di pizza, spiaggia, racconto gastronomico di Fiorella Mannoia, rigatoni al ragù con mousse di carota di Alessandro Borghese e fantastica Genovese di tonno di Pasquale Torrente. Bollicine fino a tarda notte (oltre le 3) con vari amici, in primis il grande Gianni d'Amato (Rigoletto).
Sabato 6 giugno.
Inizio ore 9. Scarico forno di Paolo al Bikini (bellissimo stabilimento balneare dove si tiene la serata degli chefs emergenti) . Accensione. Spesa dal fruttivendolo di Gennaro in paese. Inizio preparazione hambuguer di Lorenzo Cogo (giovane chef vicentino che ha viaggiato tutto il mondo - The Fat Duck, Noma, Etxebarri - e da un mese con locale a Marano Vicentino - El Coq). Pausa light lunch. Preparazione verdure. Riordino verdure... la prova delle fave è venuta fenomenale. Corsa a prendere Axel stazione circumvesuviana. Ritiro vino dall'Axidie... solo il tempo di cambiarsi e inizio delle danze. Dopo un primo giro di verdure... hamburgherini a nastro!!!
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| foto di Elisia Menduni |
La postazione di Paolo è sempre un sucesso di pubblico e di amici. Tra gli aficionados Moreno Cedroni, Mauro Uliassi, Gianni d'Amato, i Mazzuchelli, che si mangiano una "valanga" dei mini hamburgherini di Lorenzo. Il tutto con sottobanco il BioFiasco di contrabbando visto che gli sponsor ufficiali Ca del Bosco e Grotta del Sole pagano profumatamente per l'esclusiva.
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| foto di Elisia Menduni |
Alla fine chiudiamo in bellezza con Spalla di maialino, Coscia di Capra e Cuore di Manzo della Bottega Liberati sempre nel forno di Paolo. A quel punto si tira fuori il vino e si accendono i sigari. Ci si diverte con la musica e con Gionata Rossi (Ossi di Seppia) che sfoggia la nostra nuova polo e grida per Vico "Io bevo solo San Vito" fino a tarda ora. Alle 3.30 quando siamo a letto si sentono ancora la gente giù al Bikini che balla...
Martedì 7 giugno.
Sveglia comoda alle 10,00. Smontaggio forno. Rottura guida di uno dei suoi cassetti. Ricerca modo per aggiustarlo... trovato trapano per operazione chirurgica nel retro della Torre del Saracino... grazie al sig. Ciro.A questo punto ci prendiamo una pausa ed andiamo a trovare il mitico Pasquale Torrente del quale avevo sentito tanto parlare. Ristorante Al Convento a Cetara (SA). Terrazza/piazza piacevolissima e cucina dove trionfa la materia prima:
Antipasto misto: acciughe (ottime quelle fritte con la provola) e tonno in vari modi
Parmigiana di melanzane e acciughe
Spaghetti con colatura di pesce
Ventresca leggermente scottata
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| foto di Lisa Conti |
Eccezionali le acciughe in genere, comovente gli spaghetti con la colatura ed esaltante la ventresca. Insomma l'apoteosi delle cose semplici, del prodotto di alta qualità.
Consiglio a tutti vivamente una visita a Cetara (primo paese della Costiera Amalfitana dopo Vietri) e a Pasquale.
Di ritorno a Vico iniziano i problemi. Per il Martedì sera, l'avvenimento più importante con tutti gli "stellati" ai fornelli, avevo promesso di dare una mano ad Aurora Mazzucchelli (Ristorante Marconi). Inoltre, lei aveva pensato di usare il forno di Paolo per finire la cottura. Arrivo ed iniziammo a preparare la mise en place e qualche dettaglio dell'ultimo minuto. Problema: il forno non arriva poiché caricato al Bikini su un Ape 50 questa a momenti si rovescia. Momenti di panico per Aurora che aveva tutto pronto, le persone stavano per arrivare e ci mancava il forno per poter propporre il piatto. Alla fine arriva caricato in un mezzo più grande... ora tocca accenderlo ed i minuti per arrivare a temperatura sembrano eterni visto che il pubblico già chiede il piatto presentato:
Lingua di Manzo salmistrata cotta a bassa temperatura (48h), glassata sul forno di Paolo con rape rosse all'essenza di senape e salsa verde. In alcuni abbiamo aggiunto anche delle fave cotte sempre nel forno.
Dopo il terzo rifiuto ad assaggiare la lingua, decidiamo di eliminare la parola lingua della presentazione... un successo!!!... è incredibile quanto anche gli appassionati di gastronomia siano suscettibili all'occhio piuttosto che al gusto.
Finito l'impegno culinario mi sono dedicato assieme al fidato Andrea alla nostra proposta dei vini. Assieme agli amici abbiamo riso, ballato e bevuto fino alle 6.
Al prossimo anno...
martedì 7 giugno 2011
Sulla via di Vico - giorni II e III
sabato 4 Giugno
Dopo sveglia di buon mattino ci dirigiamo verso la Ciociaria per visitare alcuni clienti tra cui:
Ristorante Domus Hernica.
In un bellissimo palazzo di Veroli, borgo incantevole sopra Frosinone, il giovane Mario Quattrociocche, dopo esperienze marchesiane, ha da poco aperto assieme al fratello. Tanta passione e voglia di propporre un menù moderno basato sulle materie prime della zona ed inizio di studio di una carta dei vini originale. Una coppia di giovani sicuramente da tenere d'occhio.
Cercando di rimanere un pò più leggero, visto il ritmo di questi giorni, posso citare solo un'ottima e semplice fettuccina al pomodoro e cacio.

Via G. Sulpicio, 28
0775 236047
Dopo sveglia di buon mattino ci dirigiamo verso la Ciociaria per visitare alcuni clienti tra cui:
Ristorante Domus Hernica.
In un bellissimo palazzo di Veroli, borgo incantevole sopra Frosinone, il giovane Mario Quattrociocche, dopo esperienze marchesiane, ha da poco aperto assieme al fratello. Tanta passione e voglia di propporre un menù moderno basato sulle materie prime della zona ed inizio di studio di una carta dei vini originale. Una coppia di giovani sicuramente da tenere d'occhio.
Cercando di rimanere un pò più leggero, visto il ritmo di questi giorni, posso citare solo un'ottima e semplice fettuccina al pomodoro e cacio.
03029 Veroli Frosinone
0775 236047
www.domushernica.it
Ristorante Oliver Glowig al Aldrovandi Villa Borghese
Oliver dopo nove anni al Olivo del Capri Palace, dove con la sua cucina ha contribuito decisamente (con due stelle michelin) all'affermazione dell'albergo come uno dei migliori in Italia, si è da pochissimo (Aprile 2011) trasferito nella capitale. Purtroppo, ci siamo fermati solo per una breve degustazione vini assieme a Matteo Trolese (sommelier anche lui trasferitosi da poco con anche un passato bolognese da Guido Havercock) senza fermarci a cena. Personalmente ho un ricordo bellissimo della cucina di Oliver, visto che mi ha "sfamato" per una intera settimana nel 2004, quando conquistò la sua prima stella michelin italiana (ne aveva già conquistata una nel 2000 al ristorante Acquarello a Monaco di Baviera).

Posso, dunque, solo descrivere il contesto... ristorante dai toni tenui e dai tratti molto puliti, con area esterna e relativa vista che si affacciano sul giardino ove si trova la piscina di questo lussuoso albergo sopra Villa Borghese.
Sicuramente tornerò a breve.

Ristorante Oliver Glowig - Aldrovandi Villa Borghese
Via Ulisse Aldrovandi ,15
00197 Roma
T. 06 321 6126
www.oliverglowig.com
Ristorante Checchino dal 1887
Alla fine di una giornata in giro per clienti, riuscendo a rimanere leggeri, decidiamo di "appesantirci" con una sana cucina romana. Purtroppo nella capitale, come in tante altre città italiane, è difficilissimo mangiare i piatti della tradizione senza finire in una trappola per turisti. Qui di turisti c'e ne sono tanti, ma non la definirei una trappola, vista la qualità delle pietanze. Ciò che ho mangiato era perfettamente ciò che cercavo:
Rigatoni con la pajata (di agnello... forse non mangerò mai più quella di vitello...)
Padellata di quinto quarto
Torta di ricotta con gocce di ciooccolato e mandorle grattate
Checchino dal 1887
via di Monte Testaccio, 30 00153 Roma
tel 0039 065743816 - 0039 065746318
email: checchino_roma@tin.it
http://www.checchino-dal-1887.com/
prenotazioni per sms +393335855055
aperto per pranzo e cena dalle 12:30 alle 15:00 ultima comanda ore 14:45
dalle 20:00 alle 24:00 ultima comanda ore 23:45
chiuso domenica e lunedì
chiuso in agosto ed una settimana fra Natale e l'ultimo dell'anno
Domenica 5 Giugno
Ristorante Sud
Al confine tra Campi Flegrei e la zona nord di Napoli, Marianna Vitale (Miglior Chef Emergente per la Guida ai Ristoranti del Sole 24 Ore 2011 e Giovane Cuoca dell’Anno per la guida Espresso 2011) ha aperto da un paio d'anni assieme al marito Pino Esposito questa isola del buongusto, in una zona non certo battuta dai gourmet.

La cucina di Marianna è spesso delicata cercando di non coprire mai le ottime materie prime, con alcune eccezioni dai sapori molto decisi (vedi bavette). Pino si ocupa invece della sala e della scelta dei vini. Staff molto cortese ed efficiente, con quel tocco misto tra gentilezza, ironia ed informalità aparente che solo un napoletano può avere.
Ci s'innamora dei piatti di Marianna a prima vista (ottima le presentazioni), convincono decisamente alla prova della forchetta e rimani senza parole visto l'ottimo rapporto qualità/prezzo (diversi menù degustazione a partire da € 35 per quello con 5 portate).
Stratificazione di Frisella - ottimo piatto fresco
Cheese cake di ricotta con baccalà, pomodoro confit e crema di ceci - piatto oramai storico... buonissimo
Bavette di quinto quarto di calamaro - dopo due piatti delicati uno che sembra uno schiaffo... da non perdere per chi ama i sapori decisi tipici di questa terra
Calamaro ripieno di patate, provola affumicata e sopressata su crema di patata viola e rapa rossa - piatto dal deciso tocco femminile, grande gioco tra morbidezza, acidità (rapa rossa) e diverse testure... da ricordare
Per chi passa da Napoli... tappa obbligata!! Bravi!
Sud Ristorante
Via Santi Pietro e Paolo, 8
QUARTO (NA)
Uscita Tangenziale Pozzuoli Via Campana
500 m a destra dopo Montagna Spaccata
tel 081 0202708 - 327 0104725
Aperto a cena e domenica a pranzo.
Chiuso lunedì.
...e finalmente Vico.
Serata informale alla pizzeria dello suocero di Gennaro (O' Saracino) e festa in spiaggia. Serata incantevole a bere bollicine a tarda notte parlando di cucina tra critici, chefs e amici.
Ristorante Oliver Glowig al Aldrovandi Villa Borghese
Oliver dopo nove anni al Olivo del Capri Palace, dove con la sua cucina ha contribuito decisamente (con due stelle michelin) all'affermazione dell'albergo come uno dei migliori in Italia, si è da pochissimo (Aprile 2011) trasferito nella capitale. Purtroppo, ci siamo fermati solo per una breve degustazione vini assieme a Matteo Trolese (sommelier anche lui trasferitosi da poco con anche un passato bolognese da Guido Havercock) senza fermarci a cena. Personalmente ho un ricordo bellissimo della cucina di Oliver, visto che mi ha "sfamato" per una intera settimana nel 2004, quando conquistò la sua prima stella michelin italiana (ne aveva già conquistata una nel 2000 al ristorante Acquarello a Monaco di Baviera).
Posso, dunque, solo descrivere il contesto... ristorante dai toni tenui e dai tratti molto puliti, con area esterna e relativa vista che si affacciano sul giardino ove si trova la piscina di questo lussuoso albergo sopra Villa Borghese.
Sicuramente tornerò a breve.
Ristorante Oliver Glowig - Aldrovandi Villa Borghese
Via Ulisse Aldrovandi ,15
00197 Roma
T. 06 321 6126
www.oliverglowig.com
Ristorante Checchino dal 1887
Alla fine di una giornata in giro per clienti, riuscendo a rimanere leggeri, decidiamo di "appesantirci" con una sana cucina romana. Purtroppo nella capitale, come in tante altre città italiane, è difficilissimo mangiare i piatti della tradizione senza finire in una trappola per turisti. Qui di turisti c'e ne sono tanti, ma non la definirei una trappola, vista la qualità delle pietanze. Ciò che ho mangiato era perfettamente ciò che cercavo:
Rigatoni con la pajata (di agnello... forse non mangerò mai più quella di vitello...)
Padellata di quinto quarto
Torta di ricotta con gocce di ciooccolato e mandorle grattate
Checchino dal 1887
via di Monte Testaccio, 30 00153 Roma
tel 0039 065743816 - 0039 065746318
email: checchino_roma@tin.it
http://www.checchino-dal-1887.com/
prenotazioni per sms +393335855055
aperto per pranzo e cena dalle 12:30 alle 15:00 ultima comanda ore 14:45
dalle 20:00 alle 24:00 ultima comanda ore 23:45
chiuso domenica e lunedì
chiuso in agosto ed una settimana fra Natale e l'ultimo dell'anno
Domenica 5 Giugno
Ristorante Sud
Al confine tra Campi Flegrei e la zona nord di Napoli, Marianna Vitale (Miglior Chef Emergente per la Guida ai Ristoranti del Sole 24 Ore 2011 e Giovane Cuoca dell’Anno per la guida Espresso 2011) ha aperto da un paio d'anni assieme al marito Pino Esposito questa isola del buongusto, in una zona non certo battuta dai gourmet.
La cucina di Marianna è spesso delicata cercando di non coprire mai le ottime materie prime, con alcune eccezioni dai sapori molto decisi (vedi bavette). Pino si ocupa invece della sala e della scelta dei vini. Staff molto cortese ed efficiente, con quel tocco misto tra gentilezza, ironia ed informalità aparente che solo un napoletano può avere.
Ci s'innamora dei piatti di Marianna a prima vista (ottima le presentazioni), convincono decisamente alla prova della forchetta e rimani senza parole visto l'ottimo rapporto qualità/prezzo (diversi menù degustazione a partire da € 35 per quello con 5 portate).
Stratificazione di Frisella - ottimo piatto fresco
Cheese cake di ricotta con baccalà, pomodoro confit e crema di ceci - piatto oramai storico... buonissimo
Bavette di quinto quarto di calamaro - dopo due piatti delicati uno che sembra uno schiaffo... da non perdere per chi ama i sapori decisi tipici di questa terra
Calamaro ripieno di patate, provola affumicata e sopressata su crema di patata viola e rapa rossa - piatto dal deciso tocco femminile, grande gioco tra morbidezza, acidità (rapa rossa) e diverse testure... da ricordare
Per chi passa da Napoli... tappa obbligata!! Bravi!
Sud Ristorante
Via Santi Pietro e Paolo, 8
QUARTO (NA)
Uscita Tangenziale Pozzuoli Via Campana
500 m a destra dopo Montagna Spaccata
tel 081 0202708 - 327 0104725
Aperto a cena e domenica a pranzo.
Chiuso lunedì.
...e finalmente Vico.
Serata informale alla pizzeria dello suocero di Gennaro (O' Saracino) e festa in spiaggia. Serata incantevole a bere bollicine a tarda notte parlando di cucina tra critici, chefs e amici.
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